Bud Spencer – “Il Gigante Buono” eroe generazionale

Da piccoli non ci era permesso vedere contenuti violenti in TV. La prima volta che vidi un suo film, non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile che avessimo il consenso di guardarlo: schiaffi, pugni, ignoranza a go go. C’era, però,qualcosa di diverso: anche i cattivi non morivano mai. I suoi film erano una sorta di cartone animato dei looney tunes:gli schiaffi non facevano male, anzi, facevano piegare dalle risate. Sapere che al mondo esistevano persone così,faceva dormire sonni tranquilli. Finito il primo film,iniziava,per tutta la settimana, la trasmissione del promo del secondo;ancora così la settimana successiva e tutte le altre,diventando una vera è propria fissa. Penserete che stiamo esagerando, che siamo romantici, che prima o poi tocca a tutti morire, che è il ciclo della vita a prevederlo,ma ci sono persone che non moriranno mai :Bud Spencer è una di queste. Grazie Carlo per esserci stato ed averci insegnato che anche le persone apparentemente burbere possono avere un gran cuore. Ciao Gigante Buono! – Carmelo Donadio

UNIAMOCI!!!
foto articolo cesarino

Ho deciso di scrivere su questo blog perchè credo che l’associazione Vojto potrebbe rappresentare la giusta via per raggiungere un traguardo difficile, ma a mio avviso necessario. Non molti sanno che la realtà in cui viviamo, quella dei piccoli comuni con meno di 5000 abitanti, rappresenta il 72% del totale di quelli italiani. In provincia di Salerno, poi, sono ben 106 su 158 e si compongono di 182.752 persone, il 16,5% della popolazione complessiva dell’intera provincia (1.108.509 abitanti). Da anni si sente parlare di una legge ad hoc per disciplinare il fenomeno e limitare i notevoli disagi che interessano queste aree. Molto probabilmente, però, ci vorrà ancora molto tempo perché questa legge possa vedere la luce, vista la lentezza delle tempistiche italiane in ambito burocratico e parlamentare. Eppure, una proposta di legge non solo esiste in Parlamento ma è anche in una fase avanzata. Merito dell’interesse del deputato cilentano Tino Iannuzzi, che ha seguito costantemente i lavori sulla legge “l’Italia dei piccoli Comuni”, che probabilmente andrà in aula in prima lettura nel mese di luglio. Il testo contiene diversi provvedimenti che spaziano dalla semplificazione amministrativa e lo snellimento delle procedure alla salvaguardia dei servizi postali, dalle attività scolastiche e dei presidi sanitari, allo sviluppo della rete in banda ultra larga e programmi di e-government, dalla riqualificazione dei centri storici alla realizzazione di itinerari turistici e culturali. Attenzione anche verso il riutilizzo di case cantoniere Anas e stazioni ferroviarie disabilitate e l’incentivazione di produzione e vendita delle tipicità locali. La legge […]

Giorgio Almirante e la strage dimenticata

Ogni volta che un politico propone di dedicare strade e piazze a Giorgio Almirante per molti è difficile non indignarsi e non solo gli appartenenti alla comunità ebraica. L’ultimo politico in ordine di tempo è Giorgia Meloni che qualora diventasse sindaco di Roma vorrebbe dedicare il nome di una strada al fondatore del MSI nonché reduce della mussoliniana Repubblica Sociale di Salò. I motivi per cui indignarsi sono tanti. Ad esempio proprio oggi ricorre l’anniversario della “Strage di Peteano”, un atto terroristico che causò la morte di tre carabinieri avvenuto il 31 maggio 1972 a Peteano, frazione del comune di Sagrado, in provincia di Gorizia. I fautori della strage furono dei neofascisti di Ordine Nuovo tra cui Vincenzo Vinciguerra e Carlo Cicuttini dell’MSI, rimasto latitante in Spagna per diverso tempo. Per l’attentato fu piazzato dell’esplosivo in una Fiat 500 bianca che sarebbe detonato all’apertura del cofano della macchina. Con una telefonata anonima al centralino del pronto intervento della Stazione dei Carabinieri di Gorizia furono attirati in trappola i carabinieri Antonio Ferraro, Donato Poveromo e Franco Dongiovanni che persero la vita nell’esplosione. Questo attentato era probabilmente parte della strategia della tensione di quegli anni per l’ottenimento del potere da parte di forze neofasciste tramite temuti tentativi di colpo di Stato. Nel corso delle indagini che ci furono emersero dei documenti che provarono incontestabilmente il passaggio di 35.000 dollari tramite una banca di Lugano da parte di Giorgio Almirante a Carlo Cicuttini, dirigente del MSI friulano e coautore della strage, affinché modificasse […]

GIOVANNI FALCONE: UN UOMO LIBERO!

GIOVANNI FALCONE: UN UOMO LIBERO 1992, Autostrada Palermo- Capaci: un’esplosione mette fine alla vita di Giovanni Falcone e della scorta che per dieci anni lo avevano protetto. Chi era Giovanni Falcone? Un eroe, ma prima di tutto un cittadino italiano. Amava lo stato, uno stato fatto da persone oneste,non da politicanti collusi e corrotti. Falcone rinunciò per “spirito di servizio ” a tutto, Oggi è un eroe, ma pochi mesi prima di morire era considerato una persona scomoda, uno che soffriva di manie di protagonismo: questo non va dimenticato .La mafia, prima che con le armi, uccide con le parole, per delegittimare chi la combatte, che rimane solo. Falcone era un uomo del Sud:amava profondamente la sua terra,il meridione, terra che non ama i suoi figli, che dimentica la sua storia e, molto spesso, preferisce “tacere” i crimini della mafia,creando una rete di silenzio-assenso che uccide qualsiasi libertà. E’ sul principio di libertà e legalità che ha lavorato Falcone: pensava che solo attraverso esempi di legalità si potesse compiere una lotta seria alla criminalità, una lotta che doveva e deve partire da ognuno di noi. Non aveva paura di lottare contro la mafia, non aveva pregiudizi, ma lo spirito laico,lo stesso di Peppino Impastato, di urlare che la “Mafia è una montagna di merda”.seguendo il loro esempio,noi giovani non dobbiamo aver paura di lottare e denunciare gli abusi ed i soprusi. Non dobbiamo aver paura di essere liberi. Solo così potremo onorare la memoria di Giovanni Falcone e di tutte […]

Dura e´ la strada che porta in cima ai tuoi sogni…

Ci è stato insegnato,sin da bambini, che una passione va coltivata. C’è chi ha la fortuna di farlo; ad altri, invece, non viene concessa questa opportunità. Da piccolo,insieme a tutti gli altri bambini, giocavo a calcio, per strada: un vero e proprio calcio “vojto”. Eravamo liberi di farlo, potevamo giocare quando, dove e come preferivamo, ed era la cosa più bella e divertente del mondo. Dopo anni di calcio Vojto , decisi di iscrivermi in piscina: la più vicina distava da casa 40 minuti, di curve e frane varie. Mi divertivo da matti, ma ero anche bravo. Ad 11 anni decisi di intraprendere il percorso agonistico. All’inizio fu un trauma : 4 giorni alla settimana, 2 ore di allenamento al giorno. Non ero abituato a quei ritmi, ma, giorno dopo giorno, la fatica diminuiva ed i risultati arrivavano, ripagando me ed i miei genitori del sacrificio fatto. A 14 anni, ricevetti un consiglio: intensificare l’allenamento per ambire a risultati più grandi di una semplice gara. Anche andando contro il parere di chi mi diceva di essere pazzo, inizia ad allenarmi 5 giorni su 7, 2 ore e mezza al giorno. Per più di tre anni mantenni questi ritmi: il nuoto era diventato la mia ragione di vita. La distanza, la fatica erano passati in secondo piano. Grazie alla costanza , all’impegno,al supporto dell’allenatore e dei miei compagni, sono arrivate le medaglie, regionali e nazionali, soddisfazioni che porterò con me per tutta la vita. Le gare mi hanno dato la possibilità […]

C’era una volta…C’erano tanti anni fa…

Mi sono convinto, negli ultimi tempi, di quanto sia importante “pescare” dal passato per “trasferire” nel presente e proiettare nel futuro. Non è una questione di nostalgia, e nemmeno di tradizionalismo: è pura necessità. Chi non ha un passato, non può vivere un presente e non può immaginare un futuro. Da qui , nasce la mia riflessione sull’attuale mancanza di vera politica, in Italia e non solo. Paragonare gli pseudo politici di oggi a quelli di un tempo significherebbe mancar loro di rispetto. Parliamo di Persone che prima di ricoprire incarichi istituzionali hanno lottato, combattuto e vissuto guerre, da protagonisti. Persone che hanno fatto della resistenza la propria ragion di vita, ai cui ideali sono seguiti fatti, azioni pratiche e concrete. Persone unite sotto un unico grido, una sola bandiera, con l’obiettivo di cambiare e migliorare il proprio paese. Questi politici non esistono più , perché sono scomparse le avversità di un tempo , ma anche perché viviamo sugli allori, cullandoci sul fatto che prima o poi farà quello che,invece,toccherebbe fare a noi. Siamo tutti responsabili di quello che sta succedendo. C’è la necessità di fare un passo indietro, per recuperare quello per cui valeva la pena vivere, e che abbiamo perso. – Francesco Jonatan Coccaro ( Capitano )

RECUPERARE LA COSCIENZA DI CLASSE: L’ATTUALITA’ DEL PENSIERO MARXISTA

Dicono che nel 2016 non ha senso parlare di lotta di classe. Che i tempi sono cambiati, che i rapporti tra le forze produttive sono cambiati, che la politica deve abbandonare l’ideologia per occuparsi di risolvere problemi “concreti”. E’ il grande inganno del totalitarismo democratico post crollo del Muro. Oggi la recessione imperante ci svela che mentre si perpetuava quell’inganno, i popoli occidentali e le sue classi lavoratrici venivano progressivamente spogliati di quei diritti faticosamente conquistati negli anni del secondo dopoguerra, in nome di una spietata modernità, che si vuol far credere figlia di un oggettivo decorso degli eventi, e non di scelte umane ponderate e deliberate. E così, senza che quasi ce ne accorgessimo, ci siamo ritrovati con la disoccupazione endemica, i salari in continua stagnazione (mentre la quota dei profitti aumentava), la precarietà legalizzata, il patrimonio dello Stato svenduto a prezzi di saldo, il welfare distrutto, la scommessa finanziaria lasciata libera di dispiegare i suoi mefitici effetti su ignari risparmiatori, e utilizzata finanche come arma di destabilizzazione di governi in carica legittimamente investiti. Il mondo non cambia da solo, il mondo cambia nella direzione in cui le scelte umane decidono di plasmarlo. Ma le scelte umane si possono cambiare, e di conseguenza anche la direzione in cui il mondo gira. Oggi più che mai, gli insegnamenti di Marx tornano attuali. Oggi più che mai è indispensabile recuperare la coscienza di classe. Perché una lotta di classe è già in corso, ma la sta combattendo solo il nostro nemico. […]

Un giorno all´Azienda Improsta: tra passato, presente e futuro

Azienda Agricola Sperimentale Regionale Improsta Un po’ di storia L’azienda agricola regionale IMPROSTA, è unAzienda Agricola Sperimentale Regionale ubicata nella piana del Sele, in agro del comune di Eboli, che si estende su una superficie di circa 140 ettari. L’azienda dispone di un’area destinata a colture protette, di un allevamento di bufale e di impianti di caseificazione, microoleificazione e microvinificazione. E´ dotata di antiche costruzioni di notevole pregio storico ed architettonico, che costituiscono il nucleo originario del centro aziendale. Il fabbricato“Palazzo”, costruito nel 1843 per volontà del Senatore Farina su progetto di scuola Vanvitelliana, fu una delle dimore della famiglia Farina. La società anonima delle bonifiche fondata da Mattia Farina, deputato e presidente della deputazione provinciale del Regno, riprese ad inizio ‘900 le opere di trasformazione agraria nella Piana con la costruzione di una grande diga sul fiume Sele per alimentare i canali di irrigazione; in tal modo si recuperarono alla coltura vaste aree paludose e malariche. Prima ancora però, nel seicento il territorio su cui insiste l’Azienda era denominato Lamprosta come si evince in un documento del 1634 ed apparteneva ad Augustino Ferraro de Ebolo. Su di esso era presente una torre, un’aia, una fontana, una vigna e una pagliara. Successivamente la proprietà viene acquisita dalla famiglia Martucci o Martuccio, distinto e facoltoso casato presente ad Eboli fin dal secolo XVI. Di rilevante importanza storica è la costruzione della bufalara dell’Azienda Improsta che risale alla metà del 1.600 ed ha avuto diverse destinazioni d’uso nel corso dei secoli: da […]

Il vero nemico del nazifascismo

Quando si pensa al nazifascismo spesso si ricorda anche il suo nemico ideologico per eccellenza: il comunismo. Bisogna però tener presente che il comunismo (in cui inglobo anche socialismo in questa riflessione) non è ostile solo nei confronti del nazifascismo (o nazional socialismo) che è in tutto e per tutto una degenerazione del comunismo. È il caso di fare un breve punto di come si pone il comunismo: borghesia, nobiltà e clero sono le forze politiche “classiche” storicamente avverse al comunismo in quanto il comunismo è obiettivamente incompatibile almeno con le prime due, mentre riguardo alla compatibilità con la terza forza, il clero, ci sono pareri discordanti. Fatto sta che il clero si è sempre schierato, in ogni circostanza, dalla parte del più forte: con la nobiltà (prima della rivoluzione francese) e con la borghesia (dopo la rivoluzione francese), assumendo a tutti gli effetti i tratti di una forza reazionaria tesa a preservare il suo potere. A queste tre forze si aggiungono: Stato moderno, mafia e fascismo che a loro volta sono incompatibili con il comunismo. La mafia è considerata l’antistato da molti ma in realtà la maggior parte degli studiosi ritiene che la mafia sia una forma di Stato embrionale ed è la ragione per cui lo Stato, anche se le istituzioni non lo possono ammettere, è andato molto più d’accordo con la mafia che non con il comunismo. In realtà sono molto più “antistato” l’anarchia ed il comunismo che non la mafia in quanto tale. Il nazifascismo che […]

Aria pulita? No, grazie.

Denuncia degli ambientalisti : il Governo è lontano dalle direttive europee e aggiusta al ribasso le emissioni nocive. Respiriamo 840 volte ogni ora e attraverso i nostri polmoni passano 11 mila litri di gas al giorno. Altissimo è il prezzo che paghiamo: la cattiva qualità dell’aria è la principale causa ambientale di decessi prematuri nell’UE, preminente, in termini di vite umane,anche rispetto agli incidenti stradali. Il futuro delle politiche sulle emissioni in Europa è ad una svolta cruciale. L’Italia vuole dimezzare l’impegno nazionale, e calcola i limiti al ribasso. Le trattative si concluderanno il prossimo giugno, ma domenica 24 aprile si terrà, a porte chiuse, una delle riunioni che si svolgono nell’ambito della conciliazione. Tutto inizia nel 2013, quando la Commissione Europea pubblica il pacchetto “Aria pulita”, che mira a ridurre,entro il 2030, l’inquinamento atmosferico in tutta l’Unione Europea. Il programma prevede che vengano stabiliti nuovi obiettivi di qualità dell’aria e una revisione sui limiti di emissioni, più rigidi per le sei principali sostanze inquinanti: anidride solforosa, ossidi di azoto, Composti Organici Volatili Non Metanici (NMVOC), ammoniaca, PM2.5 e Metano. Secondo le associazioni ambientaliste, la posizione del governo italiano non sarebbe sufficientemente ambiziosa: non mette al riparo i cittadini dai rischi dell’inquinamento ed è condizionata da interessi del settore, l’agricoltura ad esempio. L’Italia ha rivisto la riduzione prevista al 2030, – 8% per l’ammoniaca e 10 % per il PM. Questi criteri di flessibilità ritarderanno le azioni per ridurre l’inquinamento dell’aria, rendendo la direttiva uno strumento complesso e incomprensibile. Il […]